Software libero12 maggio 2011, concluso il 22° Forum PA che si è tenuto alla Fiera di Roma. Molte le aziende altisonanti con i propri costosi prodotti, ma molto limitate le esperienze e le soluzioni di free software. Il software libero è un'opportunità per le pubbliche amministrazioni, volano di circoli virtuosi per l'efficienza, il risparmio, la trasparenza, la sicurezza, il lavoro. Un modo concreto per mettere in pratica il principio di riuso, riportato nell'ultimo decreto legge in materia di amministrazione digitale, il CAD.

Unica possibilità all'interno della fiera per confrontarsi su software libero, i vantaggi, le buone pratiche, i contesti legislativi ed ambientali europei e locali, il workshop "Servizio pubblico e software libero: un obiettivo Europeo" tenutosi nell'area del Progetto Europeo Egos (e-Guidance and e-Government Services), organizzato dalla Lynx srl, società romana della Rete piccole imprese per la libertà del software.
Ad intervenire, oltre a Stefano Penge e Maurizio Mazzoneschi della Lynx, Flavia Marzano (Vice Presidente dell'Associazione italiana per l'Open Gevernment) e Marco Ciurcina (Vice Presidente di ASSOLI, Associazione italiana Sotfware libero), oltre ad un intervento estemporaneo di Binario Etico. Emblematico lo slogan riportato nel sito di Binario Etico: "L'unico modo possibile per elaborare, rappresentare e diffondere informazioni che sostenga uguaglianza e partecipazione è la condivisione dei saperi e degli strumenti per produrli".

Marco Ciurcina e le libertà del software libero: libertà di esecuzione per qualsiasi scopo, libertà di studiarne il funzionamento e di adattarlo alle proprie necessità, libertà di ridistribuire le copie aiutando il prossimo, libertà di fare dei miglioramenti e ridistribuirli.
Marco cita inoltre le licenze usabili, tra cui la "EUPL v. 1.1 - European Union Public Licence".
Sul piano legislativo le norme italiane di riferimento che riguardano il software libero sono l'Art. 68 del CAD sull'acquisizione del software (formati aperti), il D.Lgs. 163/06 sugli appalti, l'Art. 69 del CAD sulla distribuzione, varie leggi regionali (9/2009 Piemonte, 1/2004 Toscana, 19/2008 Veneto, 11/2006 Umbria), oltre a due sentenze della Corte Costituzionale (133/2008, 122/2010): "I concetti di software libero e di software con codice ispezionabile non sono nozioni concernenti una determinata tecnologia, marca o prodotto, bensì esprimono una caratteristica giuridica".

Flavia Marzano elenca invece quelli che dovrebbero essere i requisiti dei software per la P.A.: pluralismo e concorrenza, sicurezza dei dati, integrazione con il software già in uso, continuità, persistenza dei dati e interoperabilità, giusto rapporto prezzo/prestazioni, utilizzo di standard aperti, assenza di "lock-in" e "backdoor", non discriminazione verso nessuno, trasparenza, facilità d'uso, rispetto della privacy, accessibilità, diversità (deve essere possibile leggere documenti pubblici senza dover acquisire alcun software, o licenza, specifica; deve essere possibile accedere ai siti Web della PA e utilizzarne i servizi usando qualsiasi tipo di browser standard).
E sul tema di moda in questa fiera, il cloud computing (o meglio, G-Cloud, Government Cloud), i dubbi sono: dove sono i dati? Chi li detiene? Sotto quale giurisdizione? Quanto sono protetti? Modalità di backup? Privacy? Disaster recovery? Continuità operativa?
Ma i vantaggi ci sono: Il mercato della PA in Italia nel 2012 dovrebbe valere 300 milioni di Euro per i servizi Cloud (Fonte IDC), riduzione di costi e sprechi, economie di scala, competitività per le PMI, scalabilità, flessibilità, efficienza, accesso ovunque, "Favorisce una governance unitaria e una efficace cooperazione applicativa" (Carlo Mochi Sismondi). Ulteriori vantaggi per il cloud computing si sommerebbero adottando tecnologie open (Open G-Cloud). La Commissione Europea sottolinea l'importanza dell'open source nel cloud (Expert group report, the future of cloud computing: opportunities for european cloud computing beyond '10).
Consigli per gli acquisti ("la normativa non ci manca"): D. Lgs 39/1993 (contenimento costi, integrazione, interconnessione), Codice dei Contratti Pubblici, CAD vecchio e nuovo (economicità, disaster recovery, continuità operativa, valutazione comparativa, riuso).
Per finire, sulle licenze, ci consiglia GNU AGPLv3 - Affero General Public License.

 

Web Link


Associazione italiana per l'Open Gevernment
ASSOLI, Associazione italiana Sotfware libero
Binario Etico - informatica sostenibile
CAD, Codice dell'Amministrazione Digitale (D. Lgs n. 235 del 30.12.2010)
EUPL v. 1.1 - European Union Public Licence
Forum PA
GNU AGPLv3 - Affero General Public License
Legge regionale n. 9 del 26 marzo 2009 - Regione Piemonte - Norme in materia di pluralismo informatico, sull'adozione e la diffusione del software libero e sulla portabilità dei documenti informatici nella pubblica amministrazione.
Legge regionale n. 1 del 26 gennaio 2004 - Regione Toscana - Promozione dell'amministrazione elettronica e della società dellinformazione e della conoscenza nel sistema regionale. Disciplina della Rete telematica regionale toscana
Legge regionale n. 11 del 25 luglio 2006 - Regione Umbria - Norme in materia di pluralismo informatico, sulla adozione e la diffusione del software a sorgente aperto e sulla portabilità dei documenti informatici nell'amministrazione regionale.
Legge regionale n. 19 del 14 novembre 2008 - Regione Veneto - Norme in materia di pluralismo informatico, diffusione del riuso e adozione di formati per documenti digitali aperti e standard nella società dell'informazione del Veneto
Marco Ciurcina: Software libero e P.A. - profili legali (slide)

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