No al bavaglioPuntualmente alcuni parlamentari riprovano a mettere il bavaglio alla rete. L'ultimo episodio è stato stimolato dal caso Sallustri e si è manifestato sotto forma di una serie di emendamenti al Disegno di Legge Chiti-Gasparri in materia di diffamazione in discussione al Senato. Firmatari Caliendo, Mugnai e Mantovani per il Pdl, Casson e Maritati per il Pd e Mura e Mazzatorta per la Lega.

"Per i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate entro 48 ore dalla richiesta con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia a cui si riferiscono. Le rettifiche o dichiarazioni devono fare riferimento allo scritto che le ha determinate e devono essere pubblicate, senza commento, nella loro interezza, purché contenute entro il limite di trenta righe, con le medesime caratteristiche tipografiche, per la parte che si riferisce direttamente alle azioni contestate." recita il comma 1.3 così come modificato nella seduta 344 di mercoledì 10 ottobre 2012.
È importante che se ne parli il più possibile per bloccare questo ennesimo tentativo di imbrigliare la rete con proposte nate da una cultura autoritaria e da scarsa competenza.
Il voto è previsto in Commissione Giustizia martedì prossimo (16.10.2012), mentre pare ci siano degli emmendamenti contrari in preparazione per bloccare gli effetti nefasti di questa Legge.

 

Vedi anche


Senato, 2^ Commissione permanente giustizia, seduta 344^ del 10.10.2012 - resoconto

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