Free and Open Sources software

Guadagna terreno il software F/OSS (Free and Open Source Software - software libero e a codice aperto) nella Pubblica Amministrazione in Europa come nel resto del mondo.
Le ultime notizie ci parlano dei risultati ottenuti nello scorso anno dalla città di Monaco di Baviera che ha risparmiato più di 4 Milioni di euro in bilancio per la spesa destinata all'It, e dell'avvio di un programma di migrazione a F/OSS in Islanda. 

La città di Monaco di Baviera con il Project LiMux ha attuato un programma di migrazione a software F/OSS investendo dal 2006 in porting dei programmi, configurazione delle postazioni informatiche e formazione del personale.
Investimenti che hanno permesso l'ottimo risultato economico conseguito nel 2011 grazie al risparmio sulle licenze Windows/Offices di Microsoft, sostituiti da Linux e OpenOffices, grazie all'allungamento del ciclo di vita dei computer che altrimenti sarebbero stati considerati obsoleti, grazie al risparmio sul software antivirus e sulle chiamate di help desk.
Anche l'Islanda annuncia l'instradamento in ambito F/OSS delle principali istituzioni dell'Isola. Il programma partirà con una fase di studio e testing, ma dovrà fare i conti con i contratti attualmente in essere con le grandi multinazionali dell'It a cui sono legati i vari Ministeri, l'Amministrazione locale della capitale e gli ospedali pubblici. In ambito scolastico invece sono 32 gli istituti già passati definitivamente a Linux.

Perché la Pubblica Amministrazione dovrebbe passare a standard liberi e aperti nell'ambito delle tecnologie per l'informazione e la comunicazione?

Ecco alcuni buoni motivi:

  • come si deduce dalla prima parte di questo articolo un motivo basilare risulta essere l'economicità. Risparmio sul costo della licenza e degli aggiornamenti oltre alla possibilità di riuso del software e dei dati da parte di altre Amministrazioni. Molto spesso con il software proprietario si è costretti ad effettuare gli aggiornamenti non tanto per usufruire delle migliorie, quanto per incompatibilità con le versioni precedenti;
  • economicità per i cittadini. Grazie agli standard aperti non si obbligano gli utenti, per poter usufruire di dati pubblici, a disporre di sistemi operativi e software commerciali che potrebbe avere costi proibitivi per molti;
  • indipendenza. L'uso di software F/OSS garantisce l'indipendenza dai fornitori, liberando la P.A. da pratiche ricattatorie;
  • innovazione e sviluppo locale. Il software F/OSS permette di convogliare gli investimenti in competenze presenti nel territorio locale (il software commerciale proviene generalmente da oltreoceano) e, con le possibilità offerte al mercato dagli open data, diventa volano di innovazione e sviluppo economico;
  • minore impatto ambientale. Con il software F/OSS si allunga il ciclo di vita dell'hardware, caratteristica che comporta anche ulteriore risparmio economico;
  • sicurezza. I virus proliferano in ambienti Microsoft e si stanno diffondendo sempre più anche in ambienti Apple mentre sono praticamente assenti in ambienti Linux. Inoltre, in caso di bachi, si può cercare autonomamente di correggere l'errore e si può contare sulla comunità internazionale di sviluppatori, senza dover attendere speranzosi l'intervento di una nuova versione riparatoria, come avviene per il software commerciale;
  • affidabilità. I software liberi a codice aperto sono supportati da intere comunità di programmatori in tutto il mondo e sviluppo, miglioramenti, ottimizzazioni e debug non sono legati a scelte di mercato aziendali;
  • flessibilità. I software liberi a codice aperto sono modificabili, mentre i software commerciali non permettono modifiche e, per nuove funzionalità, non c'è che da sperare nelle successive versioni, che molto spesso si arricchiscono/appesantiscono di funzioni non utilissime senza magari comprendere quelle auspicate dagli utilizzatori;
  • interoperabilità. La capacità di un sistema di condividere gli stessi dati con sistemi eterogenei si raggiunge generalmente attraverso l’utilizzo di formati standard aperti, deliberatamente resi pubblici, completamente documentati e utilizzabili da chiunque; tali formati raggiungono lo status di “standard” quando sono di fatto condivisi da un’ampia comunità. Ulteriore vantaggio dei formati e standard aperti è quello della persistenza, caratteristica importante per la tutela del patrimonio informativo nel tempo a fronte del mutamento tecnologico, beneficio arricchito dall'associazione ai dati di una descrizione in linguaggio naturale (metadati);
  • trasparenza e privacy. Il software aperto è ispezionabile, quindi è possibile effettuare controlli sulla correttezza del trattamento dei dati, una possibilità che impedisce la presenza di backdoor o funzioni occulte, come ad esempio quelle che inviano di nascosto le informazioni degli utenti a qualcun altro;
  • perché i software liberi, come anche i dati pubblici, sono un bene comune; favoriscono diritti sociali quali l'inclusione digitale, mettendo al centro del proprio sviluppo le persone e la collettività. Gli standard aperti sono tali in quanto permettono una serie di libertà tra cui il diritto di accesso alle conoscenze e alle informazioni, e la libertà di espressione.

Panoramica sintetica di progetti F/OSS che negli anni si sono sviluppati ed hanno raggiunto un elevato grado di maturità

Già da molti anni esistono ottimi programmi nel campo del software d’infrastruttura. In ambito networking il web server Apache (il più diffuso al mondo), l’application server Zope, il server DNS Bind, il server di posta Sendmail, MapServer per i dati territoriali, CMS come Drupal o Joomla e collaboration tool come Atrium. In ambito di gestione dei data base ci sono invece Mysql e PostgreSQL con le sue estensioni spaziali PostGIS per la gestione di dati geografici (GeoDatabase).
In ambito di produttività personale, a partire dalla seconda metà degli anni '90, si sono cominciate a sviluppare le prime interfacce grafiche per Linux che hanno permesso l'utilizzo di questo sistema anche agli utenti non esperti. Su questi sistemi si sono sviluppati gli applicativi di interfaccia per il Web (il browser Firefox, il client di posta Thunderbird), applicativi di office automation (Open Office, LibreOffice), applicativi per la grafica e il multimedia (Gimp, Inkscape, Scribus, VLC media player), gestione di dati territoriali (Grass, Quantum GIS).

 

Vedi anche


Diritti digitali

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