17 maggio 1990… solo nel 1990, dopo anni di battaglie da parte della comunità Lgbtq+, l’omosessualità è stata depennata dalla lista delle malattie mentali nella classificazione internazionale delle malattie pubblicata dall’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Roma Pride 2019

Una decisione che ha cambiato la vita di milioni di persone. Da quella data amare una persona dello stesso sesso, secondo la definizione dell’OMS, è considerata una “variante naturale del comportamento umano”.

Era il 17 maggio. Per questo motivo oggi si celebra la Giornata internazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia (“IDAHOBIT”, International Day Against Homophobia, Biphobia and Transphobia). Una ricorrenza riconosciuta dalle Nazioni Unite e si celebra dal 2004 ogni anno.
L’evento poi, tre anni dopo, è stato promosso anche dall’Unione europea. Dalla risoluzione sull’omofobia adottata dall’europarlamento nel 2007, Art. 8: “a tutti gli stati membri a proporre leggi che superino le discriminazioni subite da coppie dello stesso sesso e chiede alla Commissione di presentare proposte per garantire che il principio del riconoscimento reciproco sia applicato anche in questo settore al fine di garantire la libertà di circolazione per tutte le persone nell’Unione europea senza discriminazioni”.

L’omosessualità prima del 1990 era considerata una malattia mentale, dottori e specialisti in tutto il mondo provavano a curare uomini che amavano uomini e donne che amavano donne. Chi si dichiarava omosessuale talvolta veniva anche rinchiuso in manicomio, spesso con la complicità delle famiglie che in particolar modo consideravano un problema morale il travestimento o di uomini che avevano atteggiamenti femminili. In questi luoghi i problemi più gravi erano costituiti da pratiche di violenza psicologica aggravata tal volta dall’uso dell’elettroshock.

Oggi l’evento è festeggiato in 130 paesi nel mondo con lo scopo di sensibilizzare anche sulla bifobia e la transfobia, l’avversione discriminante nei confronti di persone bisessuali e transessuali. Ma ci sono paesi in cui questo importante passo non è stato ancora compiuto.
Di più immediata comprensione una mappa in cui sono evidenziati i paesi nel mondo nei quali l’omosessualità è illegale. Una mappa realizzata da Raffaele Mastrolonardo sulla base di dati “International Lesbian, Gay, Bisexual, Trans and Intersex Association” (Lucas Ramon Mendos, State-Sponsored Homophobia 2019, Geneva; ILGA, March 2019).

 

Omosessualità illegale nel mondo

Omosessualità illegale nel mondo
Mappa interattiva: https://www.datawrapper.de/_/9RhHx/

Anche in Europa c’è ancora tanta strada da fare, il problema principale è soprattutto sul piano culturale, in questi anni particolarmente penalizzato da venti di destra e culture conservatrici. Anche a livello normativo si può ancora migliorare come possiamo vedere da altre due mappe, sempre a cura di Raffaele Mastrolonardo su base dati ILGA 2019.
La prima sulla situazione europea in merito a matrimoni e unioni civili, la seconda sulle adozioni omosessuali.

 

Matrimoni e unioni civili in Europa

Matrimoni e unioni civili in Europa
Mappa interattiva: https://www.datawrapper.de/_/9EZnj/

 

Le adozioni in Europa

Le adozioni in Europa
Mappa interattiva: https://www.datawrapper.de/_/z2yj6/

Per fortuna oggi arriva anche una buona notizia: Taiwan dà il via libera alle nozze gay. Primo paese in Asia a legalizzare il matrimonio omosessuale.

Ci vediamo orgogliosamente a Roma in piazza l’8 giugno per il 25° Pride “Nostra la storia, nostre le lotte”

 

Web Link

Evento Facebook: Roma Pride 2019